Lo stenting biliare è una procedura interventistica che consiste nel posizionamento di una protesi tubolare (stent) nel lume delle vie biliari per mantenere pervio il dotto e consentire il drenaggio della bile nel duodeno. Lo stent può essere posizionato per via endoscopica retrograda (durante ERCP: il gastroenterologo incannula la papilla di Vater, esegue la colangiografia, identifica la stenosi e rilascia lo stent attraverso il canale operativo dell'endoscopio) oppure per via percutanea transepatica (quando l'ERCP non è possibile: il radiologo interventista accede alle vie biliari con puntura epatica e posiziona lo stent per via anterograda). Gli stent possono essere plastici (in polietilene, diametro 7-12 French, durata media 3-4 mesi prima dell'occlusione) o metallici autoespandibili (SEMS, diametro 8-10 mm, maggiore pervietà a lungo termine). Le indicazioni comprendono l'ittero ostruttivo maligno non resecabile (carcinoma della testa del pancreas, colangiocarcinoma, compressione da linfoadenopatie), il drenaggio palliativo e le stenosi biliari benigne post-chirurgiche.
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