Lo studio dell'età ossea del polso è un esame radiologico che utilizza una singola proiezione dorsoplantare della mano e del polso sinistro per determinare il grado di maturazione scheletrica del bambino o dell'adolescente. Le ossa del carpo, i metacarpi e le falangi presentano centri di ossificazione che compaiono e maturano secondo una cronologia fisiologica prevedibile; confrontando il pattern di ossificazione del paziente con atlanti standardizzati (atlante di Greulich-Pyle o metodo di Tanner-Whitehouse), il radiologo o l'endocrinologo pediàtrico assegna un'età ossea. Lo scarto tra l'età ossea e l'età cronologica (anagrafica) fornisce informazioni diagnostiche e prognostiche fondamentali: un ritardo dell'età ossea si riscontra nell'ipotiroidismo congenito, nel deficit di GH, nel ritardo costituzionale di crescita, nell'iponutrizione cronica; un'accelerazione dell'età ossea caratterizza la pubertà precoce, le sindromi adrenogenitali e alcune forme di ipercortisolismo. Il potenziale di crescita residuo (statura adulta predetta) viene stimato confrontando l'età ossea con le curve di crescita. L'esame è essenziale nella valutazione endocrinologica pediatrica della bassa statura, della pubertà precoce o ritardata e nella pianificazione della terapia con ormone della crescita.
Puoi accedere al servizio attraverso una o più delle seguenti modalità