Lo studio elettrofisiologico (SEF) cardiaco è una procedura diagnostica invasiva che analizza in dettaglio il sistema di conduzione elettrica del cuore per identificare la sede, il meccanismo e la riproducibilità delle aritmie cardiache. L'esame viene eseguito in una sala di emodinamica o di cardiostimolazione, con il paziente sveglio ma sedato, in anestesia locale. Vengono introdotti attraverso la vena femorale o altre vene periferiche uno o più cateteri elettrodi flessibili che vengono guidati sotto controllo fluoroscopico fino alle diverse camere cardiache. Questi cateteri registrano l'attività elettrica locale in tempo reale e possono inviare stimoli elettrici programmati per evocare e studiare le aritmie. Il medico analizza i tempi di conduzione attraverso il nodo senoatriale, il nodo atrioventricolare e il sistema di His-Purkinje, identificando anomalie come vie accessorie (sindrome di Wolff-Parkinson-White), tachicardie sopraventricolari o ventricolari e blocchi di conduzione. Lo studio elettrofisiologico può essere seguito immediatamente da un'ablazione transcatetere per eliminare il substrato aritmico. I risultati guidano anche la decisione sull'eventuale impianto di pacemaker o defibrillatore. La procedura dura in media 1-3 ore e richiede una degenza di 24-48 ore.
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