La surrenectomia bilaterale è l'intervento chirurgico di rimozione di entrambe le ghiandole surrenali, organi endocrini che producono cortisolo, aldosterone, adrenalina e androgeni. È un intervento maggiore, eseguito in anestesia generale per via laparoscopica o laparotomica, che comporta la perdita permanente della funzione surrenalica. Le principali indicazioni includono: la sindrome di Cushing ACTH-dipendente (da adenoma ipofisario o da fonte ectopica) che non risponde alla chirurgia ipofisaria o alla terapia medica; il feocromocitoma bilaterale (come nelle sindromi MEN2A/MEN2B o nella malattia di Von Hippel-Lindau); l'iperplasia surrenalica nodulare bilaterale; e, più raramente, metastasi bilaterali surrenaliche da altri tumori primitivi. Le conseguenze cliniche più rilevanti della surrenectomia bilaterale sono l'insufficienza surrenalica primaria (malattia di Addison iatrogena), che richiede terapia sostitutiva con corticosteroidi (idrocortisone) e mineralcorticoidi (fludrocortisone) per tutta la vita, e la sindrome di Nelson, che può comparire nei pazienti operati per Cushing e consiste nell'ipertrofia progressiva dell'adenoma ipofisario ACTH-secernente. Una corretta gestione perioperatoria con corticosteroidi ad alte dosi è fondamentale per prevenire la crisi addisoniana acuta.