La termoablazione delle vene perforanti superficiali insufficienti (VPS) è una procedura endovascolare mini-invasiva che utilizza energia termica — generata da radiofrequenza (MOCA-RF, ClosureFast) o da laser endovascolare (EVLA) — per trattare le vene perforanti patologiche, ovvero quei vasi che mettono in comunicazione il sistema venoso superficiale con quello profondo e che, in condizioni di insufficienza valvolare, permettono il riflusso del sangue dall'interno verso l'esterno aggravando l'ipertensione venosa superficiale. Questa condizione è frequente nei pazienti con insufficienza venosa cronica avanzata (stadi C4-C6 della classificazione CEAP), con ulcere venose ricorrenti o con lipodermatosclerosi. La procedura viene eseguita in anestesia locale sotto guida ecografica: un sottile catetere viene introdotto all'interno della vena perforante e l'energia termica viene erogata lungo il decorso del vaso, causandone la fibrosi e l'occlusione. Non richiede incisioni cutanee significative, può essere eseguita in regime ambulatoriale e la ripresa delle attività quotidiane è quasi immediata.
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