Il test di broncocostrizione aspecifica, comunemente eseguito con metacolina, è un test di provocazione bronchiale che valuta la reattività delle vie aeree a stimoli farmacologici non specifici. Mentre il test di broncodilatazione verifica la reversibilità di un'ostruzione già presente, questo test indaga la tendenza delle vie aeree a restringersi in risposta a stimoli che nel soggetto sano non causano broncocostrizione significativa. Il test viene eseguito in condizioni di spirometria basale normale: si fanno inalare al paziente dosi crescenti di metacolina aerosolizzata (da 0,0625 a 16 mg/mL), misurando la spirometria dopo ciascuna dose. Il test si considera positivo (indicativo di iperreattività bronchiale) quando si ottiene una riduzione del FEV1 ≥ 20% rispetto al basale a una concentrazione di metacolina (PC20) uguale o inferiore a 4 mg/mL (iperreattività grave) o a 16 mg/mL (iperreattività lieve-moderata). In caso di positività del test, viene somministrato poi un broncodilatatore (salbutamolo) per ripristinare il FEV1 al valore basale. Il test è particolarmente utile per porre diagnosi di asma nei pazienti con spirometria normale e sintomi atipici (tosse cronica, dispnea intermittente), per la diagnosi di asma professionale e per il monitoraggio dell'efficacia della terapia antinfiammatoria bronchiale. È controindicato in caso di FEV1 basale < 70% del teorico, ipertensione arteriosa grave e infarto miocardico recente.
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