Il test di provocazione orale (TPO) è il gold standard per la diagnosi definitiva di allergia alimentare. Consiste nella somministrazione orale di dosi progressivamente crescenti dell'alimento sospetto/accertato, a intervalli regolari (generalmente ogni 15-30 minuti), in un ambiente medico controllato (day hospital o reparto) con personale medico e infermieristico addestrato alla gestione delle reazioni anafilattiche e con disponibilità immediata di farmaci d'emergenza (adrenalina, antistaminici, corticosteroidi, broncodilatatori) e attrezzatura per la rianimazione. Il test può essere in aperto (il paziente e il medico conoscono l'alimento), in singolo cieco (solo il medico conosce) o in doppio cieco controllato con placebo (DBPCFC, il gold standard scientifico). La dose iniziale è molto bassa e viene raddoppiata progressivamente fino alla dose pari a una porzione normale. Il paziente viene monitorato per almeno 1-2 ore dopo l'ultima dose per rilevare reazioni tardive. L'esito è positivo se compaiono sintomi oggettivi (orticaria, angioedema, vomito, broncospasmo, ipotensione); negativo se la dose completa è tollerata. Il TPO è indicato quando i test cutanei (prick test) e le IgE specifiche sono ambigui, per verificare l'acquisizione della tolleranza naturale (soprattutto per latte e uovo nel bambino) e per confermare la diagnosi prima di prescrivere una dieta di eliminazione restrittiva.
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