Il test di Schirmer è un esame diagnostico semplice, rapido e non invasivo utilizzato per valutare la funzione lacrimale e quantificare la produzione di lacrime da parte della ghiandola lacrimale principale. La procedura prevede il posizionamento di una striscia di carta da filtro sterile e standardizzata (striscia di Whatman n. 41) nel terzo laterale del fornice congiuntivale inferiore di ciascun occhio, mentre il paziente tiene gli occhi chiusi o socchiusi per 5 minuti. Al termine del test, si misura in millimetri la lunghezza della striscia di carta bagnata dal liquido lacrimale: un'imbibizione inferiore a 10 mm in 5 minuti (con anestesia) o a 15 mm senza anestesia è considerata indicativa di ridotta secrezione lacrimale. Il test viene eseguito in due modalità: il test di Schirmer I (senza anestesia, che misura sia la secrezione basale che quella riflessa) e il test di Schirmer II (con anestesia topica, che misura la sola secrezione basale). È l'esame di riferimento per la diagnosi di occhio secco da deficit acquoso (cheratocongiuntivite secca), che può essere idiopatica o associata a malattie sistemiche come la sindrome di Sjögren, il lupus eritematoso sistemico, l'artrite reumatoide o come effetto collaterale di farmaci anticolinergici. Viene integrato con altri test come la colorazione con fluorescceina, il tempo di rottura del film lacrimale (BUT) e l'osmolarità lacrimale.