Le fratture malleolari coinvolgono i processi ossei che formano la pinza articolare della caviglia: il malleolo laterale (perone distale), il malleolo mediale (tibia distale) e il malleolo posteriore (margine posteriore della tibia). Sono classificate in fratture unimalleolari, bimalleolari o trimalleolari a seconda del numero di strutture ossee interessate, con un impatto crescente sulla stabilità dell'articolazione. La valutazione clinica e radiografica (RX standard in tre proiezioni, eventualmente integrata da TC per le forme complesse) determina il grado di instabilità articolare e la presenza di lesioni legamentose associate. Le fratture stabili non scomposte (generalmente unimalleolari del perone) vengono trattate in modo conservativo con stivaletto gessato o tutore e scarico dell'arto per 4-6 settimane. Le fratture scomposte, bimalleolari o trimalleolari, e quelle con instabilità articolare documentata richiedono la riduzione anatomica e la fissazione interna con viti, placche e/o fili metallici (osteosintesi), al fine di ripristinare la congruenza articolare e prevenire l'artrosi post-traumatica. L'intervento chirurgico viene eseguito in anestesia locoregionale o generale. Il recupero funzionale con fisioterapia è parte integrante del percorso di cura per ripristinare la stabilità e la mobilità della caviglia.
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