La stenosi uretrale è un restringimento cicatriziale del calibro dell'uretra, il canale che convoglia l'urina dalla vescica verso l'esterno, che causa difficoltà nella minzione con riduzione del flusso urinario, sensazione di incompleto svuotamento vescicale, getto urinario debole o a volte ritenzione urinaria acuta. Le cause principali sono traumi (fratture del bacino, traumatismi del perineo da sella), infezioni urogenitali pregresse (gonorrea, lichen scleroso), manovre endoscopiche ripetute, cateteri e interventi chirurgici precedenti sull'uretra o sulla prostata. La diagnosi si avvale di uroflussimetria, uretrocistoscopia e uretrografia (retrograda o minzionale) per definire sede, lunghezza e caratteristiche della stenosi. Il trattamento endoscopico di prima linea è la uretrotomia interna ottica (OIU), in cui la stenosi viene incisa con un bisturi ottico attraverso l'uretrascopia; è indicata per stenosi brevi (< 2 cm) e non recidive. Tuttavia ha un'alta percentuale di recidiva nel tempo. L'uretroplastica chirurgica è il trattamento definitivo con i migliori tassi di successo a lungo termine: consiste nell'escissione e rianastomosi per le stenosi brevi, oppure nell'ampliamento con tessuto autologo (mucosa buccale, cute) per le stenosi più estese. La scelta dipende dalla lunghezza e dalla complessità della stenosi.
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