La traumatologia maggiore degli arti e del bacino riguarda la diagnosi e il trattamento di fratture e lesioni scheletriche gravi che coinvolgono le ossa lunghe degli arti superiori e inferiori (omero, radio, ulna, femore, tibia, perone) e le ossa del cingolo pelvico (ileo, ischio, pube, sacro e acetabolo), spesso conseguenti a traumi ad alta energia come incidenti stradali, cadute dall'alto o schiacciamenti. Queste lesioni possono associarsi a compromissione vascolare, neurologica, lesioni dei tessuti molli circostanti e, nel caso del bacino, a sanguinamenti massivi. La gestione prevede innanzitutto la stabilizzazione del paziente secondo i protocolli ATLS, con controllo dell'emorragia, valutazione neurovascolare periferica e imaging (RX, TAC tridimensionale). Il trattamento chirurgico — eseguito da chirurghi ortopedici esperti in traumatologia — include la riduzione delle fratture e la loro stabilizzazione con mezzi di sintesi (placche, viti, chiodi, fissatori esterni). Le fratture del bacino instabili richiedono frequentemente fissazione d'urgenza. Il percorso post-operatorio include fisioterapia riabilitativa per il recupero del cammino e della funzione degli arti.
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