L'uretrotomia endoscopica è una procedura chirurgica urologica minimamente invasiva indicata nel trattamento delle stenosi uretrali, ovvero restringimenti del calibro dell'uretra causati da tessuto cicatriziale fibrotico che ostruisce il flusso urinario. Le cause più frequenti di stenosi uretrale includono pregressi traumatismi perineali, infezioni sessualmente trasmesse, strumentazioni urologiche ripetute, cateterismi prolungati e pregressi interventi chirurgici. La procedura viene eseguita per via endoscopica, con l'introduzione di un uretrotomo (strumento ottico con lama da taglio o fibra laser) attraverso il meato uretrale esterno, senza incisioni cutanee. La lama fredda (tecnica di Sachse) incide il tessuto cicatriziale nel punto della stenosi, tipicamente alla posizione delle dodici secondo il quadrante orario, allargando il lume uretrale. La variante laser utilizza energia laser (Nd:YAG, Holmium) per vaporizzare il tessuto stenotico con maggiore precisione e minore sanguinamento. L'intervento viene eseguito in anestesia spinale o generale, in day surgery, e richiede il posizionamento di un catetere uretrale per qualche giorno dopo la procedura. Il principale limite dell'uretrotomia è l'elevato tasso di recidiva della stenosi nelle forme estese, che può richiedere uretrotomie ripetute o l'uretro-plastica a cielo aperto.
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