La vertebroplastica percutanea è una procedura di neuroradiologia interventistica mininvasiva finalizzata al trattamento del dolore causato da fratture vertebrali da compressione che non rispondono alla terapia conservativa (analgesici, riposo, busto). L'intervento viene eseguito in anestesia locale con sedazione, con il paziente in posizione prona sul tavolo di fluoroscopia o nella sala di TAC. Sotto guida fluoroscopica biplanare o TC, il radiologo interventista introduce un ago trocar attraverso la cute attraversa il peduncolo vertebrale e raggiunge il corpo della vertebra fratturata. Una volta verificato il corretto posizionamento dell'ago, viene iniettato lentamente cemento osseo acrilico (polimetilmetacrilato, PMMA) allo stato semiliquido sotto controllo fluoroscopico continuo per monitorare la distribuzione del cemento e prevenire la fuoriuscita al di fuori del corpo vertebrale. Il cemento polimerizza in 10-15 minuti raggiungendo la consistenza dell'osso compatto, stabilizzando la frattura e riducendo significativamente il dolore. La procedura dura circa 30-60 minuti. Le principali indicazioni sono le fratture vertebrali osteoporotiche dolorose (toraciche e lombari) resistenti alla terapia medica dopo 4-6 settimane e le fratture vertebrali su base metastatica o mielomatosa. Il paziente viene solitamente dimesso entro 4 ore con un miglioramento del dolore nell'80-90% dei casi.
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