La visita urologica di transizione per pazienti tra 18 e 20 anni è un appuntamento specialistico che risponde alla necessità clinica e organizzativa di garantire la continuità del percorso di cura nel passaggio dall'urologia pediatrica all'urologia dell'adulto. I pazienti in questa fascia di età sono spesso portatori di patologie urologiche congenite o croniche diagnosticate in età pediatrica che richiedono sorveglianza e trattamento continuativi nel corso della vita adulta: tra queste, le malformazioni congenite delle vie urinarie (idronefosi residua, reflusso vescico-ureterale operato o in follow-up), le patologie della funzione vescicale (vescica neurologica da mielomeningocele o da spina bifida), le anomalie del tratto genitale (ipospadie operate, criptorchidismo operato con sorveglianza della fertilità), il varicocele. La visita di transizione ha una struttura diversa dalla normale visita di controllo: il medico urologo adulto prende in carico il giovane paziente rivalutando la documentazione pediatrica, spiegando in modo appropriato al paziente (non più ai genitori come referente principale) il significato della sua condizione, le possibili implicazioni sulla sessualità e sulla fertilità in età adulta, e costruendo con lui un piano di follow-up personalizzato. L'approccio deve tenere conto della specificità psicologica e sociale dell'età di transizione.
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