La radicalizzazione del melanoma con biopsia del linfonodo sentinella è un intervento chirurgico eseguito in pazienti con diagnosi istologica di melanoma cutaneo, solitamente in seguito a una prima escissione diagnostica. L'intervento prevede due fasi distinte ma solitamente eseguite nella stessa seduta operatoria. La prima è la radicalizzazione, ovvero l'ampliamento dei margini di escissione attorno alla cicatrice del melanoma primitivo: i margini di sicurezza variano da 1 a 2 cm in base allo spessore del tumore secondo la classificazione di Breslow, per garantire la completa asportazione di eventuali cellule tumorali residue. La seconda fase è la biopsia del linfonodo sentinella: viene iniettato un tracciante radioattivo (e talvolta un colorante vitale) in prossimità della lesione per identificare il primo linfonodo di drenaggio linfatico (il sentinella). Questo linfonodo viene rimosso e analizzato istologicamente per stabilire se sono presenti metastasi linfonodali, informazione cruciale per la stadiazione del melanoma e la pianificazione del trattamento oncologico successivo. L'intervento avviene in anestesia generale e richiede un breve ricovero.
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