L'asportazione della ragade anale è una procedura chirurgica indicata per il trattamento delle ragadi anali croniche che non hanno risposto alla terapia medica conservativa. La ragade anale è una lacerazione longitudinale della mucosa del canale anale, localizzata più frequentemente nella commessura posteriore, che causa dolore acuto e bruciante durante e dopo la defecazione, spesso associato a sanguinamento minimo di sangue rosso vivo. Il meccanismo patogenetico è un circolo vizioso tra dolore, ipertonia dello sfintere anale interno e ischemia locale che impedisce la guarigione spontanea. Prima di procedere chirurgicamente vengono tentate terapie conservative con creme a base di nitroglicerina, diltiazem o iniezioni di tossina botulinica nello sfintere. Quando la ragade è diventata cronica — con presenza di polipo sentinella, papilla ipertrofica e fibrosi del bordo — l'intervento chirurgico è la soluzione definitiva. La procedura prevede l'escissione della ragade con il tessuto fibroso circostante e, quasi sempre, la sfinterotomia laterale interna (SLI), che consiste nel taglio parziale del muscolo sfintere anale interno per ridurre l'ipertono sfinteriale e migliorare la vascolarizzazione locale. L'intervento viene eseguito in day surgery in anestesia locoregionale o spinale; la guarigione completa avviene entro 4–8 settimane, con significativo miglioramento della qualità di vita.
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