L'asportazione della cisti sebacea, più correttamente denominata cisti epidermoide, è una procedura chirurgica ambulatoriale che prevede la rimozione completa della cisti — comprendente il suo contenuto cheratinoso biancastro e la parete capsulare che la contiene — per prevenire la recidiva. Le cisti epidermoidi sono neoformazioni benigne derivanti dall'invaginazione dell'epidermide nel derma, tipicamente con un ostio centrale (il punto nero) attraverso cui può fuoriuscire il contenuto. Le sedi più frequenti sono il volto, il collo, il tronco e il cuoio capelluto. In condizioni stabili l'asportazione viene eseguita in anestesia locale con lidocaina: dopo una piccola incisione ellittica che ingloba l'ostio, la cisti viene disssecata dalla cute sovrastante e dal tessuto sottocutaneo circostante prestando attenzione a non perforarla, poiché il contenuto cheratinoso può determinare una reazione granulomatosa locale se fuoriesce. La ferita viene chiusa con punti di sutura riassorbibili nel derma e non riassorbibili in cute. Quando la cisti è infetta e fluttuante non conviene rimuoverla nella fase acuta — si esegue prima il drenaggio — rimandando l'asportazione della capsula residua a distanza di 4-6 settimane dalla guarigione dell'infezione. Le recidive dopo asportazione completa della capsula sono rare.
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