Il bypass bilio-digestivo è un intervento chirurgico di derivazione interna che consiste nel creare un'anastomosi, ossia una connessione chirurgica, tra le vie biliari (colédoco, dotto epatico comune o colecisti) e un'ansa dell'intestino tenue (generalmente il digiuno), al fine di ristabilire il deflusso della bile nell'intestino in presenza di un'ostruzione che non può essere trattata con approcci endoscopici o percutanei. Le cause più frequenti di ostruzione che richiedono questo tipo di bypass includono il carcinoma della testa del pancreas localmente avanzato, il colangiocarcinoma, le stenosi benigne cicatriziali post-colecistectomia o post-chirurgiche del coledoco, e i calcoli biliari non estraibili per via endoscopica. Le varianti tecniche più utilizzate sono la coledoco-digiunostomia (anastomosi tra coledoco e ansa digiunale), l'epaticodigiunostomia (quando la derivazione avviene più in alto a livello del dotto epatico) e, più raramente, la colecisto-digiunostomia. L'ansa intestinale utilizzata viene generalmente confezionata alla Roux (ansa ad Y) per evitare il reflusso del contenuto intestinale nelle vie biliari. L'intervento viene eseguito in anestesia generale con approccio open o laparoscopico e ha lo scopo di alleviare l'ittero ostruttivo, il prurito e il rischio di colangiti ricorrenti.
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