Il drenaggio dell'ascesso cutaneo è una procedura chirurgica ambulatoriale indicata nel trattamento delle raccolte purulente localizzate nello spessore cutaneo e nel tessuto sottocutaneo, tipicamente causate da Staphylococcus aureus (incluso MRSA) o da flora mista anaerobia-aerobia. Un ascesso cutaneo si presenta come una tumefazione tesa, dolente, eritematosa e fluttuante alla palpazione, spesso con un punto di fluttuazione centrale. Dopo adeguata disinfezione del campo operatorio e infiltrazione di anestetico locale (lidocaina con adrenalina), si pratica un'incisione con bisturi nel punto di massima fluttuazione, generalmente di lunghezza sufficiente a garantire un drenaggio completo. La cavità ascessuale viene accuratamente esplorata con una pinza emostatica curva per rompere eventuali setti fibrinosi e garantire l'evacuazione totale del materiale purulento. Il pus viene inviato per esame colturale e antibiogramma per identificare il microrganismo responsabile. La cavità viene quindi irrigata con soluzione fisiologica sterile; a seconda delle dimensioni, si posiziona un drenaggio in gomma o una garza di tamponatura per mantenere il tramite aperto nelle successive 24-48 ore. La guarigione avviene per seconda intenzione con medicazioni quotidiane. La terapia antibiotica sistemica non è sempre necessaria negli ascessi semplici di piccole dimensioni in pazienti immunocompetenti.
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