L'enucleazione pancreatica è una tecnica chirurgica di risparmio del parenchima che consente di asportare selettivamente una neoformazione del pancreas rimuovendo solo la lesione e un sottile margine di tessuto circostante, senza la necessità di una resezione ampia come la duodenocefalopancreasectomia (intervento di Whipple) o la pancreasectomia distale. Questa procedura è indicata per lesioni benigne o a basso potenziale maligno che si trovano in sede superficiale nel parenchima pancreatico e non coinvolgono il dotto pancreatico principale. Le indicazioni più frequenti includono gli insulinomi (tumori neuroendocrini insulino-secernenti che causano ipoglicemia), le neoplasie cistiche sierose, alcuni gastrinomi e altri tumori neuroendocrini ben differenziati di piccole dimensioni. L'obiettivo principale è la massima conservazione del parenchima pancreatico funzionale, riducendo il rischio di insufficienza esocrina (malassorbimento) e endocrina (diabete mellito post-chirurgico) rispetto alle resezioni maggiori. L'intervento può essere eseguito con approccio laparoscopico o robot-assistito. La complicanza principale è la fistola pancreatica, ovvero la fuoriuscita di succo pancreatico dalla superficie di enucleazione, gestita con drenaggi chirurgici. La localizzazione preoperatoria precisa con ecografia intraoperatoria è essenziale per la riuscita dell'intervento.
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