La fistulectomia è una procedura chirurgica che consiste nell'asportazione completa del tragitto fistoloso, comprensivo dell'epitelio che lo riveste e del tessuto fibroso circostante. Una fistola è un canale patologico che si forma tra due strutture normalmente non collegate: nel contesto proctologico, le fistole anali o perianali sono le più frequenti e originano quasi sempre da ascessi criptoglandolari infetti delle ghiandole anali. Il tramite fistoloso collega l'orifizio interno (nello sfintere anale) con uno o più orifizi esterni sulla cute perianale. Durante l'intervento, eseguito in anestesia spinale o generale, il chirurgo identifica il tragitto completo della fistola — spesso con l'ausilio di sonde, coloranti o ecografia intraoperatoria — e procede all'asportazione en-bloc del tessuto anomalo. A differenza della fistulotomia (incisione e apertura), la fistulectomia offre una visione più precisa del tragitto ma comporta la resezione di una quantità maggiore di tessuto. La scelta tecnica dipende dalla posizione e dalla complessità della fistola in relazione allo sfintere anale: nelle fistole sopraspinteriche o extraspinteriche è necessario un approccio più conservativo per preservare la continenza. La guarigione avviene per seconda intenzione nel corso di settimane; il follow-up proctologico è essenziale per verificare la chiusura completa e prevenire le recidive.
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