La linfadenectomia radicale è un intervento chirurgico oncologico che prevede l'asportazione sistematica di tutti i linfonodi presenti in una specifica regione anatomica, con l'obiettivo di rimuovere cellule neoplastiche che possano essersi diffuse per via linfatica dal tumore primitivo. La linfadenectomia ascellare riguarda i linfonodi del cavo ascellare ed è eseguita prevalentemente come trattamento del carcinoma della mammella con metastasi linfonodali ascellari accertate o con linfonodo sentinella positivo; asporta i linfonodi dei tre livelli ascellari (secondo la classificazione di Berg). La linfadenectomia inguino-iliaco-otturatoria coinvolge invece i linfonodi della regione inguinale, iliaca e otturatoria ed è indicata in tumori della vulva, del pene, del testicolo, della vescica, del retto-sigma e melanomi degli arti inferiori con metastasi linfonodali pelviche. L'intervento può essere eseguito con tecnica open o laparoscopica/robotica. La complicanza principale di entrambe le sedi è il linfedema, ovvero un accumulo di linfa nei tessuti dell'arto corrispondente per interruzione del drenaggio linfatico. La stadiazione patologica dei linfonodi asportati è essenziale per la pianificazione della terapia adiuvante successiva, come radioterapia o terapia sistemica.
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