Il packing epatico è una tecnica chirurgica di emergenza che rientra nella strategia del damage control surgery (chirurgia di controllo del danno), applicata in pazienti con trauma epatico grave (grado IV–V secondo la classificazione AAST) o con emorragia epatica intraoperatoria non controllabile per via chirurgica diretta. Il principio si basa sulla compressione meccanica del parenchima epatico lacerato mediante il posizionamento di garze o telini laparotomici imbevuti sopra, sotto e attorno al fegato, in numero sufficiente a tamponare le superfici sanguinanti e a ripristinare la pressione emostatica locale. La procedura viene eseguita rapidamente nell'ambito di una laparotomia d'urgenza abbreviata, che mira a controllare le sorgenti di sanguinamento e contaminazione (packing epatico + controllo biliare + controllo intestinale) senza procedere alla riparazione definitiva, al fine di ridurre al minimo il tempo chirurgico in un paziente che versa in acidosi metabolica, ipotermia e coagulopatia (la cosiddetta «triade letale» del trauma). Al termine della procedura abbreviata, l'addome viene chiuso provvisoriamente (laparostomia) e il paziente viene trasferito in terapia intensiva per la correzione delle alterazioni metaboliche e coagulative. Dopo la stabilizzazione clinica, di solito a 24–72 ore, il paziente viene riportato in sala operatoria per la rimozione del packing, la valutazione e il trattamento definitivo delle lesioni epatiche (sutura, resezione, emostasi con argon-beamer) e la chiusura definitiva dell'addome.
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