La scintigrafia polmonare perfusionale è un esame di medicina nucleare che studia la distribuzione del flusso sanguigno nei polmoni. Il paziente riceve un'iniezione endovenosa di macroaggregati di albumina umana marcati con tecnezio-99m (99mTc-MAA). Queste particelle, di dimensioni comprese tra 10 e 90 micrometri, si bloccano transitoriamente nelle arteriole polmonari in proporzione al flusso sanguigno regionale. La gamma-camera acquisisce immagini in proiezione anteriore, posteriore e oblique, mostrando la distribuzione della perfusione in tutti i segmenti polmonari. Le aree di ridotta o assente captazione (difetti di perfusione) indicano una riduzione del flusso ematico causata da embolia polmonare, trombosi arteriosa, compressione vascolare da masse mediastiniche o polmonari, o ipertensione polmonare cronica tromboembolica. L'esame viene frequentemente abbinato alla scintigrafia ventilatoria per la diagnosi di embolia polmonare (mismatch ventilazione-perfusione). L'esame è particolarmente utile nei pazienti con allergia al mezzo di contrasto iodato o con insufficienza respiratoria candidabili a chirurgia oncologica.
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