La sfinterotomia laterale interna è l'intervento di riferimento per il trattamento chirurgico della ragade anale cronica resistente alla terapia conservativa. L'ipertono dello sfintere anale interno è il principale fattore patogenetico della ragade: la contrazione eccessiva riduce la perfusione ematica della commissura posteriore (o anteriore) del canale anale, mantenendo attivo il processo ulcerativo. L'intervento viene eseguito in anestesia locale, spinale o generale con il paziente in posizione litotomica. Il chirurgo pratica una piccola incisione (1 cm) nella commissura laterale sinistra, identifica il bordo inferiore dello sfintere anale interno e ne seziona le fibre distali per un'estensione pari alla lunghezza della ragade, sotto visione diretta (tecnica aperta) o per via sottomucosa (tecnica chiusa). La riduzione della pressione basale del canale anale migliora il flusso sanguigno e consente la guarigione della ragade nel 95% dei casi. Il rischio principale è l'incontinenza ai gas (5-10%), generalmente transitoria.
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