Il trapianto di rene è l'intervento chirurgico che offre la migliore qualità di vita e la maggiore sopravvivenza ai pazienti affetti da insufficienza renale cronica terminale, come alternativa alla dialisi peritoneale o all'emodialisi a lungo termine. Il rene donato può provenire da un donatore deceduto (in morte cerebrale o a cuore fermo) oppure da un donatore vivente, che può essere un familiare, un partner o un donatore altruistico. Il trapianto da donatore vivente offre vantaggi in termini di maggiore compatibilità, tempi di attesa ridotti e migliore funzione immediata del rene trapiantato. L'intervento chirurgico viene eseguito in anestesia generale. Il rene donato viene posizionato nella fossa iliaca destra o sinistra del ricevente (non si rimuovono i reni nativi, salvo indicazioni specifiche). Vengono eseguite le anastomosi vascolari tra l'arteria renale del donatore e l'arteria iliaca del ricevente, tra la vena renale e la vena iliaca, e l'anastomosi ureterale con la vescica. Il ripristino del flusso sanguigno nel rene (riperfusione) è il momento cruciale dell'intervento. Dopo il trapianto il paziente segue una terapia immunosoppressiva a vita per prevenire il rigetto, con farmaci come tacrolimus, micofenolato e steroidi. Il follow-up post-trapianto è intensivo nei primi mesi e poi programmato nel lungo termine.
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